Mercoledì, 04 Aprile 2012 09:31

Spese condominiali. Si possono ripartire anche senza tabelle millesimali

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condominio202 CopiaLe spese condominiali possono essere ripartite anche in assenza delle tabelle millesimali: ciascun condomino può impugnare la deliberazione, indicando in modo dettagliato in che modo a condizione da tale ripartizione, gli derivi un pregiudizio concreto e attuale.

Questo in virtù di una sentenza della Corte di cassazione (sentenza 2237/2012), per la quale la ripartizione di una spesa condominiale può essere deliberata anche in mancanza di un'appropriata tabella millesimale, purché nel rispetto della proporzione tra la quota di essa posta a carico di ciascun condomino e la quota di proprietà esclusiva a questi appartenente;

il criterio, infatti, per determinare le singole quote preesiste ed è indipendente dalla formazione della tabella, derivando dal rapporto tra il valore della proprietà singola e quello dell'intero edificio.
Il condomino, poi, se ritiene che la ripartizione della spesa sia stata effettuata in contrasto con tale criterio, è tenuto a impugnare la deliberazione indicando in maniera dettagliata come la violazione di esso abbia avuto luogo e quale danno gliene derivi. 
Gli stessi giudici hanno sempre riconosciuto legittima la ripartizione in via provvisoria degli acconti delle spese secondo le quote risultanti da una tabella non approvata all'unanimità (Cassazione, sentenza 7731/1990), così come hanno stabilito che, in ogni caso, il singolo condomino non può sottrarsi al pagamento delle spese con il pretesto della mancanza di una tabella approvata (Cassazione, sentenza 9107/1992).

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